Web Agency: “Per quando deve essere online il progetto?”
Cliente: “Per ieri!” (risatina finale)

Un classicone.

Chiedere al cliente i tempi di progetto è una domanda essenziale, e la risposta serve per organizzare meticolosamente il lavoro, operando velocemente e correttamente per fornire un risultato brillante. Attenzione: abbiamo scritto velocemente, e non di fretta, perché si deve sempre lavorare velocemente, mentre non si dovrebbe MAI lavorare di fretta.

Lavorare velocemente permette di raggiungere risultati brillanti,
lavorare di fretta rende inutile l’investimento nel progetto!

Eppure, ogni giorno ci si scontra con risposte improbabili, divertenti nella mente di chi le pronuncia, un incubo per chi le ascolte. Abbiamo deciso di classificarle, dopo averne ascoltate diverse, sempre ripetitive, sempre inadeguate.

La Deadline è morta.

Quando si fa una domanda precisa e seria, ci si aspetta una risposta precisa e seria. Invece, nella realtà, spesso la situazione è diversa. La Deadline è morta: la deadline, invece, è viva e vegeta – e non serve a niente. Ogni volta che si riceve una risposta vaga alla domanda: “Che tempi abbiamo?”, un professionista serio, dall’altra parte del mondo, muore. L’effetto farfalla non perdona.

Ecco i principali funerali alla Deadline, veri e propri inni alla deadline.

deadline fantasma, mai esistite.

Rientrano in questa categoria le risposte nel presente, nell’immediato o nel futuro immediato (che è un tempo creato appositamente per questo tipo di risposte) come: Ieri, Il mese scorso, Adesso, Alla fine di questa riunione, Lunedì scorso, [Qualsiasi data/settimana/mese/anno] scorso, fra due minuti, fra un’ora.

deadline impossibili, mai rispettate.

Rientrano in questa categorie le risposte nel futuro prossimo, troppo prossimo per le dimensioni del progetto. Esempi sono: ci serve in quarantottore, ci serve per Lunedì (data di Venerdì), ci serve per fine mese (detto il 26 del mese corrente) o “create il nuovo google in 10 giorni”.

deadline vaghe, mai comprese.

Rientrano in questa categorie quelle risposte date nell’incertezza, date in genere quando il cliente si rende conto di non aver alcun tipo di contenuto di sorta. Esempi sono: ci serve per inizio/fine del mese prossimo, ci serve prima della fiera [NOMEFIERA] che si tiene questo inverno/autunno, ci serve entro… (risponde al telefono) … scusate, devo andare, allora ci vediamo a presto!

Il risultato

Queste deadline sono l’antagonista principale del progetto perché semplicemente non esistono, e subordinano il processo creativo ed esecutivo trasformandolo in una specie di adulazione del cliente. Si lavorerà al progetto solo lato visuale, creando un mockup in fretta e furia, per fare contento il cliente, per assecondarlo.

Questo perché il mockup visuale è ciò che viene percepito come unico deliverable valido: niente analisi preliminari, niente usability pattern, niente user flow path, niente progettazione del layout. Niente materiale (contenuti) inviati dal cliente, quindi tutti Lorem Ipsum.

Il passo del gambero

Il mockup visuale diventerà poi piattaforma, sito web o quel che viene richiesto con un processo di sviluppo, lato codice, noto come il passo del gambero: senza materiale, non ci sarà alcuna analisi dei dati da inserire, quindi nessuna strutturazione delle tabelle dati, che verranno strutturate al bisogno.

Questo significa che per ogni passo in avanti nello sviluppo, se ne faranno due indietro, ed il risultato sarà un piatto di spaghetti.

Appello al cliente

Questo articolo voleva appositamente ironizzare su un comportamento tipico del cliente: è chiaro ed è ovvio che ci si sforza in tutti i modi possibili ed impossibili per rispondere alle esigenze specifiche, per il successo del progetto.

Tuttavia, troppe volte abbiamo visto progetti validi ed idee vincenti bloccate da deadline fantasma, complicati da considerazioni fatte ex-post, che invece andavano anticipate, oppure progetti caduti nel dimenticatoio perché pensati in fretta, e dopo la demo fatta in due giorni, eseguiti al passo del gambero, ritardando i tempi.

Per il vostro bene, cari clienti, vi chiediamo: ascoltateci, organizziamo tutto insieme, definiamo dei tempi ragionati, secondo le vostre esigenze e secondo le esigenze del progetto, che siano brevi, ma rispettabili. Noi siamo professionisti, e lo facciamo per professione. Voi vi affidate a noi, per cui… fidateve mpò!

Solo in questo modo si potrà ottenere il successo!

Altrimenti, continueremo a dirvi: “Si, lo facciamo per domani”. Così prendiamo i soldi, anche se poi non è vero.

Che pippone! Ma alla fine voi che fate?