WordPress Mon Amour.

Che bello WordPress, che semplice WordPress, che facile che è! Su questa premessa si basa il mantra di moltissimi web designer, più o meno anche sviluppatori – più semplice meno – che credono spesso di poter fare quel che vogliono della piattaforma di sviluppo, nata CMS, alla base del 20% dei siti web nel mondo.

Certo, possiamo fare come vogliamo, ma possiamo anche invece seguire alcune linee di principio che permetteranno anche ad altri di modificare il nostro codice, oppure ai clienti di gestire i contenuti, in maniera tale che non sia possibile avere mal di testa, o crear danni, rispettivamente.

Vediamo le principali.

Documentarsi

Spesso, i temi che troviamo in giro per il web e le applicazione specifiche sviluppate da dev privatamente non conoscono o ignorano il WordPress Codex (ora WordPress Code Reference). WordPress ha delle regole ed una gerarchia nei template: non rispettarla spesso significa perdere tempo, re-implementando metodi e funzioni già esistenti, ma che non dialogano con WordPress. Per cui, cari web master e dev, la parola d’ordine è DOCUMENTARSI. Per ore. Senza sosta.

Coerenza nei dati

Non rispettare la documentazione di WordPress per lo sviluppo dei temi, significa perdere la sicurezza di poter riutilizzare i dati inseriti, nel caso volessimo cambiare tema, senza incorrere in problemi. Come sono salvati questi dati? Boh. Alcuni PageBuilder proprietari, ad esempio, li salvano come post-meta, poi filtrati in the_content(), usando immancabili shortcode. Levato il tema, grossomodo, perso tutto. Per fortuna ci sono ottimi PageBuilder free, per quei casi in cui è necessario usarli.

Temi e Plugin di Qualità

Esistono Temi e Plugin trovati per strada, ed esistono temi e plugin nel repository di WordPress. In entrambi i casi ci sono prodotti pessimi e prodotti ottimi. Come distinguerli? Facile: il più delle volte ci sono plugin storici, ben funzionanti, che sono diventati quasi uno standard nel set-up WordPress di qualsiasi sviluppatore. Scegliamo quelli! In altri casi, troviamo plugin e temi sviluppati dalle stesse persone che sviluppano WordPress: anche qui, scegliamo quelli! Ancora, delle volte troviamo plugin e temi al di fuori del repo, ma ben documentati: valutiamo la qualità della documentazione, e nel caso… scegliamo quelli!

Tema Multi-Purpose? Ahi Ahi Ahi!

Questa potremmo definirla come una nostra precisa battaglia, determinata da ragioni inappellabili e di buonsenso. Non dipende tanto dal concetto di Tema Multi-Purpose in sé, perché se sviluppato bene, un tema multi-purpose è una manna da cielo, ma da come vengono sviluppati nei vari marketplace. Alcuni esempi: Salient, Enfold, North WP. Temi diffusi, flessibili vero, ma pesanti come un tir carico di piombo, spesso usati per far girare siti web di 10 pagine, per i quali non si ha certezza della riutilizzabilità dei dati inseriti, nè la sicurezza di poter applicare eventuali aggiornamenti senza problemi (chiedete un po’ a chi ha aggiornato da North 2.0 a North 3.0, update necessario se si volesse passare a WooCommerce 2.6!).

Si perde insomma uno dei vantaggi storici di WordPress: la coerenza negli update, la sicurezza cioè di poter passare dalla versione 2.8 alla versione 4.5 senza che ci sia un problema nel processo. Provare per credere!

Non te ne frega niente di questa roba?

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Posted on giovedì, settembre 8th, 2016 at under Consigli and tagged as , , , , , .
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